martedì, giugno 16, 2009

karl marx

venerdì, agosto 08, 2008

e cioè che finisce qua

Questo è il senso ultimo della modifica del titolo. con questo blog mi fermo qui. forse ne apro un altro, forse no. forse con identità reale, forse no. forse linkato a questo, o no. vi farò sapere.
è stato bello. per voi, certamente.
addio

mercoledì, luglio 30, 2008

I love you, Naples!

Sono passati dieci anni e ancora ti adoro, Napoli. Comincia dalla primavera, col profumo di glicine che invade il centro storico. Poi arriva l'estate, le piazze si affollano, caldo, gente, birre, allegria. E poi luglio, una cena fuori, poco rumore, buon vino e buona compagnia.
In questi giorni andavo in bicicletta, su, mi arrampicavo per le famose salite di Napoli, la mattina per andare a lavoro, nei vicoli, il pomeriggio su fino ai grandi parchi da cui puoi vedere tutto il golfo...
stanco, riscendevo prendendomi la brezza, e mentre rientravo nel cortile, fresco, del mio palazzo, alzavo lo sguardo al cielo: in ogni angolo ci sono panni che sventolano, e quelle erano le mie lenzuola, distese a dare colore alla città.

E resto affascinato da quell'atmosfera di paese, per le stradine dove tutti ti conoscono e conosci tutti, e saluti, e chiacchieri.
E, contrariamente a ciò che si dice, puoi lasciare la porta aperta, e il motorino con le chiavi attaccate...

Atmosfera di paese. Puoi lasciare. Mi hanno rubato la bicilcetta stanotte, nel cortile del palazzo. Avevo comprato la catena ieri pomeriggio, e ora ho solo quella.
Le lenzuola. Nel cortile stanno facendo dei lavori, le mie lenzuola sono piene di gocce di calce, che hanno maculato anche il basilico. E ho la gola bruciata dalla polvere.

Stamattina sono andato a lavoro, ho marcato il cartellino alle 8, una chiacchiera nel cortile coi colleghi fino alle 8 e 25, poi discretamente ho salutato, in effetti era ora di salire in ufficio.
Ma un fannullone non la pensava così: "Oh, ma arò vaje??!!"

Napul'è mille culure...
ma vafangule

martedì, giugno 03, 2008

perchè non mi è piaciuto Gomorra (post che forse sarà interrotto sul più bello)

il film, intendo. (scrivo in fretta per aggiornarvi sennò morite)

Bel film. Bella fotografia. Attori, soprattutto i più giovani, soprattutto Pisellino, commoventi. Bella la scelta della colonna sonora non originale.

poi. il film secondo me accentua dei difetti nascosti del libro: dirò di più, getta luce su difetti che altrimenti non si vedrebbero.
Saviano, con i suoi racconti (di romanzo si tratta, mi sembra che da qualche parte lo abbia detto proprio lui, voleva fare letteratura) ultradocumentati, non lascia nessuno a bocca asciutta, avviluppa nella narrazione tesa e ti getta a terra, alla fine del libro, soddisfatto. Sai molte più cose, ti è tutto più chiaro in mente. ma è un'illusione, e ce ne accorgiamo guardando il film (uno dei casi di maggiore fedeltà d'ispirazione all'originale, direi quasi aderenza programmatica, ideologica). Che cosa capiamo alla fine della visione?
a) la camorra esiste (beh...)
b) la camorra non è bella
c) la camorra (?) controlla il traffico illegale di rifiuti
d) la camorra non esita a spargere molto sangue
e) non c'è possibilità di emancipazione personale dalla camorra
f) la camorra vive sostanzialmente alle vele di secondigliano

dov'è finito il resto del mondo (a parte l'imprenditore del nord, un cammeo più che altro)?
dov'è il lato "pulito" della camorra, quello che non spara?
dove sono i napoletani? gli altri, napoletani?

a partire da queste tre domande - ma non solo - mi sono convinto che il film non mi era piaciuto.
domani vi scriverò perchè

martedì, maggio 06, 2008

Quattro nazi per strada

Quattro nazi per strada, incontrano uno che non vuole offrire sigarette e lo uccidono. poi scappano, poi si costituiscono. Avete letto il soprannome di due di questi, gli ultimi che hanno arrestato: Peri e Tarabuio, li chiamano. La cronista, questa mattina, in radio diceva che significano, grosso modo, mezze calzette. purtroppo secondo me calza. sono proprio delle mezze calzette, dei mentecatti, dei poveri idioti, due che uccidono a calci uno per una sigaretta. Del resto solo delle teste vacanti possono militare nel Veneto Front Skinhead. Nonchè nell'Hellas Verona. Adesso facciamo anche noi come gli psicologi dei mass-media, quelli che hanno sempre il doppio cognome non si sa perchè, e analizziamo le cause.
il Veneto: non so voi, ma io ho un po' paura quando vado in veneto. giro molto, in Italia e fuori, abito in una delle città più pericolose d'Italia (forse la più pericolosa), non mi barrico in casa, eppure quando scendo, che so, alla stazione di Rovigo mi assale un'inquietudine. Non è la paura di essere scippato, o rapinato: questi reati hanno un senso, una motivazione. è la paura di gente che più passano gli anni e più si chiude, arretra, si abbrutisce, si incattivisce. soldi, macchinoni, paura e violenza. oppure lavori di merda, droga, paura e violenza. oppure lavoro medio, sesso a pagamento, paura e violenza. Esagero? e se non fosse così, chi avrebbe, allora, fatto diventare la lega il primo partito (a Treviso il 46%?). Molti anni fa ero a Padova, una delle città più ospitali. Dai titoli del telegiornale, sentiti passando davanti ad un bar, vengo a sapere che c'è stato un terremoto dove abitano i miei genitori. Li chiamo, ma le comunicazioni sono interrotte. Tremo, entro e mi metto a guardare con ansia la TV. Il barista mi chiede se prendo qualcosa, dico di no, grazie. Dopo neanche dieci minuti (preciso, ero in piedi) ritorna, e dice, ma non prende niente, neanche un bicchiere d'acqua? capisco il senso ridicolo e vergognoso della domanda, dico scusi sa, ma sotto le macerie potrebbero esserci i miei genitori, al momento ancora non lo so. e lui risponde: anche io sono di origini meridionali, però mi sembra normale che se entri in un bar consumi qualcosa.
...
le sue parole dimostrarono che per lui la pietà era meridionale, il cinismo settentrionale. e lui aveva fatto benissimo a trasferirsi.
ho un passato familiare di emigrazioni in veneto, e sono due storie di umiliazioni, pur di intensità diverse. sono povera gente, contadini arricchiti e incattiviti. io ho paura del veneto. ho paura di una regione che, mentre la città in cui vivo - da forestiero - era sommersa dai rifiuti non suoi, faceva affiggere cartelloni ad uso turistico con su scritto "noi non siamo napoli".
Ho paura di una regione dove la lega ha il 46%. di una regione dove organizzano concerti neonazisti.
Voleva essere un post sdrammatizzante. non ci sono riuscito. voleva essere un post razionale. nemmeno. a volte succede.

magari qualcuno risponderà che non posso generalizzare. è vero, non mi va di generalizzare. solo, non ci vengo. se mi volete invitare nel veneto no, grazie, mi tengo il sacchetto.

vostro affezionatissimo

mercoledì, aprile 30, 2008

Linguine con le cozze (degli imprevisti e delle IMprobabilità)

Location: centro storico di Napoli, trattoria tipica, tavolino esterno, brezza leggera di primavera inoltrata, aria netta (il colera ancora non è arrivato)...insomma, una di quelle serate che mettono lo stomaco e la mente in una buona disposizione.
Cena con un'amica, decido di fare uno strappo alla regole che vuole che non si mangino le cozze nei mesi con la R (Febbraio, Marzo, Aprile, Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre, nota per i deficienti) e ordino un bel piatto di linguine alle cozze. Amica ordina i paccheri al coccio (quattro ceffoni ben assestati con mani di terracotta). Arrivano prima i paccheri, ben conditi, un leggero sughetto di pomodorini nel quale era stato calato, appunto, il coccio.
Poi le linguine, ben condite, un leggero sughetto di pomodorini nel quale era stato calato, appunto, il coccio. Un momento: esito un attimo prima di constatare che...era proprio lo stesso sugo! Avevano tolto il coccio, cambiato il formato di pasta e aggiunto dieci cozze!
La bella serata ha salvato il ristoratore dalla mia giusta e furibonda ira...ma come, le linguine con le cozze col pomodorino? ma quando mai si è sentita una cosa del genere?
Commetto sempre lo stesso errore e non imparo mai: non devo mai prendere primi a base di pesce al ristorante, resto sempre deluso. Che ve ne frega? Niente, ma neanche a me che a voi non.
Ed ora: Bossi l'handicappato (non mi riferisco all'ictus, era handicappato già prima) ha detto che i suoi fucili sono sempre caldi. Un po' come: "da Giggino, è sempre fresco il panino" "da Donata, mozzarella di giornata", "dall'Umberto, fucili caldi"! Care e cari, diciamocelo, non è l'ictus, è proprio un caso di demenza senile. Ma poi che ci devono fare coi fucili sempre caldi? ah già, giusto, il calore riduce l'attrito quando se li infilano su per il.
Silvione ha invece minacciato la commissione europea: non acconsentite al prestito ponte? allora quest'alitalia ce la compriamo proprio! che uomo, silvio, così gentile! Approfittatene anche voi: avete qualcosa che non funziona, un vecchio cellulare, una televisione, un condizionatore, un frigorifero, l'automobile? Non buttatela, non regalatela a nessuno: la compra Silvio!
ti amo silvio
vostro affezionatissimo

mercoledì, aprile 23, 2008

mi fate schifo!

Vado a gloriarmi un po' su shinystat (ho un rank niente male, chiedete in giro...) e trovo che shinystat ha implementato la funzione dei referrer: siete ignoranti, significa "il come la ggente arriva al mio blog".
Ebbene: la maggior parte ci arriva dai motori di ricerca, e indovinate le chiavi di ricerca più gettonate?
La prima è stupida: Sharon Stone, foto di Sharon Stone, etc etc.
L'altra è agghiacciante: bambino nudo.
Pedofili, sappiate che d'ora in poi avrò una gioia in più, quella di sapere frustrate le vostre orribili ricerche, e godere della vostra faccia di merda illuminata dalle mie - solo per voi inutili - pagine.
La terza chiave è: nunc demum rediit animus. Questa mi riempie di gioia, di tanta gioia che vi scrivo una bella poesia in latino di Catullo, tutta in grassetto per farla trovare e aumentare il rank.

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis, cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.

Traduzione (libera e mia):
Godiamoci la vita, mia Lesbia, e amiamoci:
i mugugni dei vecchiacci cattivi
non valgono neanche un soldo.
Il Sole può tramontare e risorgere:
a noi, quando si spegnerà la breve luce,
tocca una sola, eterna notte.
Dammi mille baci, e cento,
altri mille e poi cento
e poi, ancora, mille, e cento.
E allora, quando saranno molte migliaia,
perdiamone il conto, per non sapere,
e che nessuno, malvagio, possa invidiarci,
allorchè sappia quanti furono.

Prendete, è tutta cultura. ed è gratis.
vostro affezionatissimo